William Harrison, James Garfield, forse Zachary Taylor: non classificabili

Esistono un’infinità di classifiche – spesso, almeno per quanto riguarda le posizioni intermedie, assai discordanti tra loro – riguardanti i Presidenti USA.
Storici, analisti, giornalisti, si sono esercitati nel tempo a tale proposito.
Criteri spesso differenti hanno portato a valutazioni contrastanti.
Importante, ovviamente, la collocazione dei consultati.
Conservatori?
Progressisti?
Ciò detto, va certamente rilevato che da tali classificazioni va senz’altro tolto William Harrison la cui permanenza a White House è ingiudicabile: trenta soli giorni trascorsi da malato.
Ritengo che lo stesso ragionamento debba essere fatto nei riguardi di James Garfield che venne a morte dopo duecento giorni gli ultimi dei quali trascorsi da incapace.
Qualche dubbio può nutrirsi invece guardando alla Presidenza di Zachary Taylor durata un anno e quattro mesi.
Ma insomma.
Questo per dire che una classifica per quanto possibile ‘giusta’ dovrebbe limitarsi a quarantuno dei quarantaquattro individui che hanno occupato lo scranno presidenziale.
(Quarantaquattro non quarantacinque perché Grover Cleveland, eletto due volte non consecutivamente, è conteggiato sia come ventiduesimo che quale ventiquattresimo Presidente pur essendo ovviamente una sola persona).