Ventisette i Governatori repubblicani, a dimostrazione del fatto che il GOP non si esaurisce certamente in Trump

Per quanto si debba tenere conto delle sue notevoli capacità di sopravvivenza, difficilissimo che Donald Trump – comunque esca da questo secondo Impeachment – sia seriamente spendibile (ammesso e non concesso che il partito lo voglia) nel 2024.
Come però già detto, il fatto che il Grand Old Party sia attualmente in crisi non implica necessariamente che la situazione riguardante non possa cambiare e radicalmente.
E basti a tale riguardo il ricordo di quanto occorso tra il 1976 – reduce dal Watergate e dalle dimissioni di Nixon il partito repubblicano perse e nessuno avrebbe a quel punto scommesso un centesimo sul suo futuro – e il 1980 del primo travolgente Reagan.
Del resto, per quanto sia oggi il GOP a livello nazionale conciato per le feste, non altrettanto è a quello locale essendo ben ventisette gli Stati i cui Governatori gli appartengono.
È pur vero che gli ultimi Presidenti eletti non erano stati in precedenza amministratori statali ma non così fino al secondo Bush.
Non ci sarà (non ci sarebbe) pertanto nulla da stupirsi se nel 2024, che so?, un Ron De Santis dalla Florida, un Greg Abbott dal Texas o una Kristi Noem dal South Dakota, si affermassero.
Mai dare per morti i due partiti egemoni visto che capita costantemente risorgano!