Trump al secondo Impeachment mentre il Grand Old Party sembra riavvicinarsi a lui

Occorre riprendere in mano la penna (si sarebbe detto una volta) anche dopo l’Insediamento di Biden perché il Senato – chiamato a deliberare della costituzionalità della nuova procedura di Impeachment richiesta dalla Camera ha deciso di procedere nell’iter.
Questo significa che Trump sarà in effetti giudicato, per quanto non più in carica e pertanto non destituibile, al fine di ottenerne l’interdizione.
È questa una novità assoluta (è del resto il tycoon altresì il primo Presidente che sia stato sottoposto due volte alla procedura).
La seduta in oggetto è fissata all’8 febbraio.
Dato che la precedentemente citata votazione senatoriale ha visto sì prevalere coloro che intendono procedere ma solo con cinquantacinque voti contro quarantacinque (cinque i repubblicani che si sono uniti ai democratici) è probabile che Trump nella circostanza se la caverà dato che per destituirlo occorre nel consesso l’assenso di una maggioranza qualificata, pari a due terzi dei presenti.
Essendo quarantacinque (come si è detto) i GOP dalla sua parte, difficile davvero che tale quorum possa essere raggiunto.
Due le ragioni di fondo del comportamento dei repubblicani.
La prima deriva dalla convinzione che il giudizio stesso sia incostituzionale.
La seconda è che, a seguito di recenti incontri tra l’ex inquilino della Casa Bianca e i dirigenti GOP, pare si sia giunti ad una rappacificazione.
Si sarebbe concordata, per cominciare, una collaborazione trumpiana per le Mid Term Elections 2022, collaborazione che se portasse a buoni risultati potrebbe portare ad una ulteriore candidatura di Trump nel 2024.
Vedremo.