Sotto Impeachment anche dopo avere lasciato l’incarico?

Il precedente.
Nella oramai lunga storia delle istituzioni americane si trovano precedenti ad ogni riguardo.
Come ho notato, oggi, dando il via alla procedura del secondo Impeachment (un record per quanto concerne un Presidente) di Trump, l’intento dei democratici non è quello di destituirlo ma di eliminarlo dai giochi futuri.
La destituzione difatti – considerando che un eventuale giudizio senatoriale in tale direzione arriverebbe senza dubbio dopo il 20 gennaio – non sarebbe possibile essendo appunto da quella data il tycoon non più in carica.
Di contro, stando al completo disposto dell’articolo 1, sezione 3, ultimo comma della Carta, ulteriore conseguenza di una simile ‘condanna’ sarebbe “l’interdizione dal tenere e godere qualsiasi carica…”
Orbene, il precedente del quale ho parlato, che risale al 1876, riguarda non un Capo dello Stato (l’Impeachment può essere usato – e così è avvenuto in molte occasioni – nei confronti dei cosiddetti ‘funzionari’, di giudici, eccetera) ma l’ex Segretario alla Guerra William Belknap.
Dimessosi il 2 marzo proprio al fine di evitare che il procedimento prendesse il via, fu ugualmente perseguito non essendo stato ritenuto il suo gesto determinante nella prospettiva appunto dell’interdizione.
Per la storia, Belknap se la cavò perché nella votazione in Senato non fu raggiunta la necessaria maggioranza dei due terzi.
Nancy Pelosi e i suoi – come si vede – agendo, guardano più lontano: condannandolo, a togliere di mezzo Trump per sempre!