Risposta a Pupi Avati

Pubblicata la pagina precedente, ho ricevuto la seguente sollecitazione da Pupi Avati:
“Bella riflessione.
E adesso cosa accade ?
Pupi”

Ecco la mia risposta (ricordo che siamo al 24 maggio 2020):
“Il 3 novembre, guardando ai Grandi Elettori degli Stati blu democratici e a quelli dei rossi repubblicani, il partito di Joe Biden, a bocce ferme, parte decisamente avvantaggiato.
(Ricordo
1, che i Grandi Elettori sono cinquecentotrentotto e che pertanto la maggioranza assoluta è pari a duecentosettanta,
2, che ciascuno Stato ha tanti Grandi Elettori quanto sono i parlamentari ai quali ha diritto,
3, che i Senatori sono due in ogni Stato mentre il numero dei Rappresentanti è proporzionalmente stabilito guardando alla consistenza degli abitanti quale risulta dal Censimento).
Dato che, per quanto avvantaggiato, il partito dell’Asino non arriva certamente alla predetta maggioranza, decisivi saranno come sempre (salvo le vittorie ‘a valanga’ stile Lyndon Johnson 1964, Richard Nixon 1972 e Ronald Reagan 1984) gli Stati che, a seconda delle circostanze e dei candidati possono cambiare appartenenza (‘swing States’): Ohio, Florida, Iowa, Pennsylvania, Michigan e Wisconsin in primis.
I sei citato votarono Trump nel 2016, gli ultimi tre inaspettatamente.
L’elezione si giocherà lì.
Oggi (manca davvero troppo tempo però), Joe Biden è dato in vantaggio abbastanza dovunque.
Attenzione: nei sondaggi le persone a maggioranza dicono che intendono votare democratico ma che pensano che comunque alla fine vincerà Trump.
Attenzione anche ad un dato poco evidenziato: i sondaggi sono nella stragrande maggioranza dei casi ordinati da media ostili al Presidente e questo vuol dire.
Troppo presto comunque per fare una previsione seria.
Ciao
Mauro”