Quando il Vice Presidente – al di là della successione causa morte o dimissioni – subentra

Ben lo sappiamo.
Il Vice Presidente degli Stati Uniti succede al titolare in caso di morte del medesimo (è accaduto otto volte, la prima nel 1841 con John Tyler e l’ultima nel 1963 con Lyndon Johnson) o di sue dimissioni (con Gerald Ford nel 1974).
Il XII Emendamento, datato 1804, elenca peraltro un’altra e particolare ipotesi mai verificatasi.
Supponiamo che per una qualsivoglia ragione (pareggio al Collegio Elettorale o mancanza di una maggioranza tra i componenti essendo più di due i candidati capaci di conquistare Grandi Elettori), di ballottaggio in ballottaggio, nella successiva competente sede camerale, il nuovo Capo dello Stato non venga eletto non formandosi a favore di uno dei candidati la necessaria maggioranza richiesta, non più degli ‘Electors’, ma quivi degli Stati.
Orbene, la norma prevede che se entro il 4 di marzo (ben oltre il 20 gennaio prescritto) non si giunga a compimento dell’iter, Presidente diventi proprio il
Vice nel frattempo come tale eletto.
Mai accaduto.
Mai accadrà?