Obama non conosce la storia americana!!!

Il buon giorno si vede dal mattino e il mattino per la presidenza Obama è databile 20 gennaio 2009.

E’ difatti in quella data, esattamente a mezzogiorno, che l’allora neo presidente ha giurato nelle mani del Chief della Corte Suprema e ha pronunciato il suo discorso inaugurale. Un discorso che rivelava la sua totale ignoranza in materia di storia americana.

Ecco, al riguardo, quanto ebbi a vergare il 21 gennaio 2009 rilevando per Il Foglio l’incredibile castroneria obamiana:

“So bene che Barack Obama non è il solo responsabile del clamoroso errore contenuto nel discorso inaugurale da lui pronunciato.

Chissà, infatti, quanti membri del suo staff hanno contribuito alla stesura dello stesso.

Certo è, però, che l’accusa di ignoranza della storia americana (non del Nicaragua o del Burkina Faso) che qui avanzo va estesa anche a lui che necessariamente non può non sapere!

Fatto è che il secondo capoverso del predetto indirizzo – declamato, rammento, dopo aver posto solennemente le mani sulla Bibbia a suo tempo usata per la bisogna da Abramo Lincoln – inizia testualmente con queste parole:

“Sono oramai quarantaquattro gli americani che hanno fatto il giuramento presidenziale”.

Ora, per la Storia con la esse maiuscola, Obama è il quarantatreesimo e non il quarantaquattresimo “americano” a giurare da presidente.

Grover Cleveland, difatti, eletto due volte – 1884 e 1892 – ma non consecutivamente, è ufficialmente conteggiato sia quale ventiduesimo che quale ventiquattresimo capo dello Stato USA.

Ciò nonostante, di tutta evidenza, resta una persona (un “americano”) sola!

Nello staff democratico, tutti – Obama compreso – sono quindi all’oscuro di una particolarità storica che in America si studia alle elementari.

Che dire, considerando altresì il fatto che tempo fa, in campagna elettorale, il medesimo presidente, allora candidato, ebbe a dichiarare di aver fatto tappa “in tutti i cinquantacinque Stati dell’Unione” quando gli USA sono cinquanta ed anche a voler aggiungere Washington DC (dove, effettivamente, nel caso, si vota), Guam, Porto Rico (dove si tengono solo le primarie), mai si potrà raggiungere il da lui citato numero?

21 gennaio 2009

Mauro della Porta Raffo