Nixon nel locale caldaia, quando corre il 1964. Opera comunque e guarda sempre lontano.

1964.
Richard Nixon ha perso due elezioni in due anni.
Da John Kennedy per White House nel 1960.
Da Pat Brown per il Governatorato della California nel 1962.
Non può (lo vorrebbe…) candidarsi per la Nomination del suo GOP.
Ma non riesce a stare davvero fermo, soltanto a guardare.
Non è nella sua natura.
Mette pertanto in piedi – la sede è in un locale caldaia a Portland in Oregon – una struttura clandestina che deve operare per consentirgli di valutare per il meglio le opzioni possibili e infine se e chi appoggiare tra i più seri aspiranti alla investitura.
Avendo concluso che il vincitore della contesa sarebbe stato Barry Goldwater, decide di sostenerlo e lo fa a spada tratta: centocinquantasei i discorsi pubblici che propone.
Sappiamo bene come la disfida del Senatore repubblicano dell’Arizona andò a finire.
Confrontato come era a quel davvero grande Uomo e straordinario riformatore, quanto ai Diritti Civili e delle minoranze dedito senza limiti, capace di una vera e duratura Rivoluzione Geopolitica che ha modificato per sempre gli esiti elettorali tra Sud e Nord, che fu Lyndon Johnson, fu demolito vincendo solo nel suo Stato e in cinque di quel Deep South nel quale (tutto) la conservazione meno intelligente e il Segregazionismo avevano trovato, fino alla precedente tornata, collocazione.
Nel partito dell’Asino, cioè, quale dalla fine della Guerra di Secessione si era palesato.
Avendo però comunque dimostrato di esserci e di non avere deposto le armi, infine non addolorato (Goldwater andava ovviamente in  pensione, per così dire, ed era in prospettiva un avversario interno in meno…), guardò in avanti.
Chissà se nel 1968 gli sarebbe riuscito di combinare qualcosa sulla strada verso l’agognato potere esecutivo che tanto tenacemente dadhderava esercitare?
Chissà?