Lyndon Johnson come ‘percepito’ da Franklin Delano Roosevelt

Un caso nel quale la vocazione venne percepita

“Per cercare di spiegarmi l’intenso rapporto che il presidente (Franklin Delano Roosevelt) aveva avuto con il giovane deputato (Lyndon Johnson), un rapporto diverso da tutti gli altri, James H. Rowe, uno dei consiglieri di F.D.R., mi disse:

‘Bisogna tenere presente che erano entrambi grandi geni politici.

Potevano parlare alla pari.

Erano pochissime le persone con le quali Roosevelt potesse comunicare sicuro che comprendessero tutti i risvolti di quello che andava dicendo.

Ma Lyndon a ventotto anni capiva fino in fondo’.

Roosevelt stesso ebbe a dire a Harold Ickes:

‘Vedi Harold, Lyndon è il tipo di politico disinibito che sarei potuto essere io alla sua età se non fossi andato a Harvard’.

Roosevelt fece anche una previsione.

Disse:

‘Caro Harold, fra un paio di generazioni la bilancia del potere in questo Paese finirà per pendere dalla parte degli Stati del Sud e dell’Ovest.

E quel ragazzo, Lyndon Johnson, chissà che non diventi il primo presidente sudista’.”

Il brano ora citato è stato scritto da Robert A. Caro in ‘Lyndon Johnson and the Roots of Power – Extraordinary Lives, the Art and Craft of American Biography’ ed è riportato da James Hillman nel capitolo ‘Esse est percipi’ del suo imperdibile ‘Il codice dell’anima’.

Mauro della Porta Raffo