La situazione in casa repubblicana

Acque sempre agitate in casa elefantino.

E’ vero, negli ultimi giorni si sono acquietati i riferimenti relativi ad una scissione o a qualcosa del genere.

E questo malgrado non poche siano ancora le voci interne al GOP di critica feroce nei confronti del tycoon nuovaiorchese le cui prese di posizione hanno provocato e suscitano rimostranze e dichiarazioni di contrasto.

Donald Trump – l’ho detto e ripetuto dalla sua discesa in campo – è un maverick, un torello senza padrone, un corpo largamente estraneo al partito repubblicano di McCain e Romney, due compassati signori che vedono il prescelto come il fumo negli occhi e non gli riconoscono la rappresentanza delle idee e dell’ideologia del Gran Old Party.

Il magnate – inviso altresì ai Bush, a tutti i Bush – è in effetti un corpo estraneo che, a suon di voti (e non è possibile dimenticarlo così come non è possibile trascurare il fatto che abbia raccolto il più alto numero di suffragi personali di sempre nel corso delle primarie e abbia portato il partito a sopravanzare i rivali nel numero totale dei votanti), ha strabattuto tutti coloro – addirittura sedici – che gli si sono parati davanti.

Ha, Trump, inoltre, un qualche atout perfino nei confronti di qualcuno dei seguaci di Bernie Sanders.

Di quelli, almeno, tra costoro che non possono né potranno digerire la nomination di Hillary Clinton.

Inoltre – e la cosa è importantissima nella situazione data – il tycoon potrebbe essere enormente favorito nella corsa novembrina nel caso fatti atroci come quello di Orlando dovessero riproporsi.

In qualche modo, Trump, semplificando al massimo le sue proposte, guardando al contingente, parlando delle paure dell’americano medio, tralasciando spiegazioni e programmi, criticando aspramente il sistema invece sostenuto dalla Clinton che ne è espressione, rappresentandosi come un antisistema. deludendo parte degli elettori repubblicani, è riuscito (ripeto, primarie e caucus lo dimostrano) a scovare e chiamare a se un elettorato e un elettore diversi.

Basterà questo elettorato, basteranno questi elettori per vincere?

Mauro della Porta Raffo