La composizione teorica e pratica del Senato USA

Ventitre gli Stati nei quali il 3 novembre scorso Donald Trump ha vinto con oltre cinque punti di margine:
Alabama
Alaska
Arkansas
Idaho
Indiana
Iowa
Kansas
Kentucky
Louisiana
Mississippi
Missouri
Montana
Nebraska
North Dakota
Ohio
Oklahoma
South Carolina
South Dakota
Tennessee
Texas
Utah
West Virginia
Wyoming.
Diciannove quelli nei quali Joe Biden ha prevalso con più di cinque punti di vantaggio:
California
Colorado
Connecticut
Delaware
Hawaii
Illinois
Maine
Maryland
Massachusetts
Minnesota
New Hampshire
New Jersey
New Mexico
New York
Oregon
Rhode Island
Vermont
Virginia
Washington.
Otto, ovviamente, gli Stati nei quali il margine Biden/Trump era entro i famosi cinque punti:
Arizona
Florida
Georgia
Michigan
Nevada
North Carolina
Pennsylvania
Wisconsin.
Ove peraltro si guardi altresì a differenti dati concernenti le Mid Term Elections e le altre comunque vicine votazioni per la Executive Mansion, si può concludere questa panoramica affermando che gli Stati con ogni probabilità a maggioranza repubblicana sono venti, che quelli a prevalenza democratica siano diciassette e che i restanti tredici possano essere considerati contendibili.
Essendo nota la tendenza nei singoli Stati a votare per il Senato Federale (due i seggi spettanti ad ogni membro della Federazione, ricordiamo, a prescindere dal numero degli abitanti) in modo conforme (se si è per il candidato Presidente repubblicano, o viceversa democratico, lo si sarà anche per i Senatori), tendenzialmente, i venti Stati GOP ‘produrranno’ quaranta Laticlavi come i diciassette degli Asinelli trentaquattro.
I rimanenti ventisei sarebbero divisi tredici a testa.
Così stando le cose, i repubblicani avrebbero cinquantatre scranni contro quarantasette.
Essendo in questo momento invece i due schieramenti colà alla pari (cinquanta a cinquanta) si può affermare che il risultato conseguito dal partito di Biden nel 2020 sia decisamente al di sopra delle attese.
E che probabilmente la situazione si ‘normalizzerà’ – tenderà almeno a farlo – nel 2022.