Jefferson Davis

Il presidente della Confederazione sudista, con un excursus sulle ragioni giuridiche della secessione

3 giugno 1808

6 dicembre 1889

Senatore in rappresentanza del Mississippi, in seguito segretario alla difesa nell’amministrazione Pierce, e quindi dal 1853 al 1857, di nuovo alla Camera Alta tra il 1857 e il 1861, Jefferson Davis fu il massimo assertore del diritto, a suo parere garantito dalla Costituzione USA, dei singoli Stati alla secessione.

Dimessosi dal Senato nel gennaio del fatidico 1861, fu eletto presidente della Confederazione Sudista il mese successivo.

Particolarmente capace e attivo, contribuì non poco alla incredibile resistenza, ben quattro anni di impari lotta, del Sud.

Catturato e imprigionato con l’accusa di tradimento dopo la resa di Lee – aprile 1865 – fu recluso per oltre due anni e rilasciato infine senza processo.

Ritiratosi a vita privata, non accettò mai di candidarsi al senato perché per farlo avrebbe dovuto chiedere l’amnistia in tal modo riconoscendosi nel torto.

Fino alla morte, che lo colse nel 1889, si rifiutò categoricamente di riacquistare la cittadinanza americana, riaffermando nei discorsi, nei pubblici interventi e con gli scritti (nel 1881, pubblicò ‘The Rise and Fall of the Confederacy’) la giustezza della secessione degli Stati confederati.

 

Jefferson Davis
Jefferson Davis

Le ragioni giuridiche della secessione

La scelta di definirsi ‘Confederazione’ da parte degli undici Stati del Sud che tra il 1860 e il 1861 si distaccarono dall’Unione non era affatto casuale.

Il vocabolo era stato scelto per sottolineare l’argomento giuridico utilizzato per giustificare la secessione.

Al Congresso, al Senato, sul tema si era in particolar modo esercitato il futuro presidente appunto della Confederazione Jefferson Davis nei tempi che avevano preceduto l’atto formale da parte degli undici Stati.

(Ricordo per inciso che Alabama, Florida, Georgia, Louisiana, Mississippi, South Carolina e Texas avevano deciso l’abbandono negli ultimi mesi del 1860 dopo l’elezione di Lincoln, mentre Arkansas, North Carolina, Tennessee e Virginia lo fecero nell’aprile del 1861).

I sudisti avevano sostenuto che in base alla Costituzione ciascuno Stato dell’Unione dovesse avere la più ampia libertà in tema di politica interna, inclusa quella di secedere e cioè di porre termine a un rapporto che aveva avuto inizio in quanto liberamente accettato dalle parti in causa e che non poteva continuare quando le ragioni di solidarietà fossero venute meno.

Da sottolineare che Jefferson Davis a guerra finita e pur vivendo fino al 1889 non fu mai processato per evitare che su questo delicato tema ci si addentrasse seriamente non essendo in ipotesi le idee sudiste in merito campate per aria.

Mauro della Porta Raffo