In morte di Walter Mondale

Demolito (una catastrofe quanto in specie ai Grandi Elettori: 525 a 13 per il repubblicano, vincendo soltanto e per pochissimo il suo Minnesota, oltre al District of Columbia che vota sempre democratico) da Ronald Reagan nel 1984, l’ex Vice Presidente con Jimmy Carter Walter Mondale si rivolse a George McGovern (che aveva perso nel 1972 quasi altrettanto male) chiedendogli se e quando la delusione e il grave disappunto, in qualche modo la vergogna, conseguenti gli sarebbero scivolati via, sentendosi rispondere che, trascorsi dodici anni, era il desso arrivato a concludere che non sarebbe successo mai.
Ciò detto (estremamente difficile che un altro candidato alla Executive Mansion finisca allo stesso o in un peggior modo), Mondale – che ci ha lasciato il trascorso 19 aprile ultra novantatreenne – è stato un politico di vaglia, Senatore per lo Stato natale, e da ritenere il primo, almeno in epoca contemporanea, Vicario USA costantemente partecipe delle decisioni ed iniziative del Governo perché molto considerato dal titolare.
Subita la ricordata bordata (fra l’altro, era ed è rimasto nella memoria di molti, per l’ironia con la quale Reagan lo aveva trattato, un loro confronto o dibattito tv nel cui procedere, alla domanda del moderatore che metteva in evidenza la sua anzianità, l’incumbent aveva risposto, suscitandone anche l’ilarità, che non intendeva approfittare della inesperienza giovanile del rivale), è stato Ambasciatore in Giappone nel corso degli anni Novanta su designazione di Bill Clinton.
La sua scomparsa determina un limite record assoluto visto che, ancora vivente e ultra novantaseienne Jimmy Carter, insieme hanno dato vita all’accoppiata Presidente/Vice più longeva della storia.