Il trenta per cento degli elettori è favorevole al Socialismo

Il vecchio e mitico partito (quello di Eugene Debs e Norman Thomas dei primi decenni del Novecento) a parte, negli Stati Uniti, definirsi ‘socialista’ – come abbiamo molte volte affermato – voleva dire mettersi assolutamente fuori gioco politicamente e soprattutto elettoralmente parlando.
Poi, nel 2016 – dal Vermont laddove per antica locale tradizione le cose andavano altrimenti – Bernie Sanders improvvisamente ha ‘sdoganato’ a livello nazionale il vocabolo dichiarandosi, proprio in quanto tale, in corsa per la nomination democratica.
Respinto (come altresì quest’anno), il vecchio Sanders ha aperto una via che altri, molto più giovani, nel partito dell’Asino stanno impetuosamente percorrendo.
Quale, però, la consistenza del Socialismo tra quanti intendono recarsi alle urne?
Quale il possibile bacino?
Secondo le ricerche e le analisi in merito di Scott Rasmussen, oggi, il trenta per cento degli iscritti alle liste elettorali si dichiara possibilista.
I contrari in quest’ambito sono  quasi la metà: il quarantasette.
Senza opinione, il ventitre.
Pochi i favorevoli quindi?
Uno numero molto maggiore di quello che solo cinque anni fa un analogo sondaggio avrebbe rilevato!