Il discorso di Joe Biden dopo il voto dell’Electoral College. Argomentazioni conseguenti.

“È tempo di voltare pagina.
Di unirsi.
Di trovare un accordo, una conciliazione”.
Così, Joe Biden nel discorso pronunciato a Wilmington alcune ore dopo essere stato formalmente nominato Presidente dal Collegio dei Grandi Elettori.
Correva ancora il 14 dicembre 2020.
Ciò detto – difficile a dir poco il ‘clima’ continuando Donald Trump a non riconoscere il risultato elettorale cosa che il democratico ha stigmatizzato – il futuro quarantaseiesimo Capo dello Stato USA si è richiamato alla “volontà del popolo che ha prevalso!”
Invero problematico sostenerlo in genere essendo il sistema elettorale americano all’opposto indirizzato.
I ‘Founding Fathers’ erano fortemente elitari e crearono, proprio perché contrari dichiaratamente al voto popolare e pertanto alla Democrazia come dipoi intesa, il Collegio ieri impegnato che doveva essere formato da ‘Electors’, con l’iniziale maiuscola per distinguerli dai ‘comuni’ elettori con la prima lettera minuscola.
E per lunghi, lunghi decenni, come si operava nella scelta dei componenti il consesso?
Ancora una volta non attraverso il suffragio dei cittadini ma per mezzo dei Legislatori.
Doppio, pertanto, il filtro.
E si rammenti che la Costituzione non pone vincolo alcuno al comportamento dei Grandi Elettori al momento del voto potendo essi seguire l’impegno preso o meno.
Limiti del tutto arbitrari per gli ‘Originalisti’ quelli adottati dopo, nel tempo anche recente, da oltre una trentina di Stati secondo la teoria ‘evoluzionista’ e a ben vedere incostituzionali.