Guarda anche al ‘24 il GOP. In previsione, un po’ di storia

Comunque sia, vinca o perda il 3 novembre Donald Trump, dal giorno dopo, il partito repubblicano dovrà necessariamente guardare al 2024.
Questo ovviamente perché – se rieletto, il tycoon sarebbe fuori gioco per il disposto dell’Emendamento del 1951
– se sconfitto, sarebbe improponibile per ragioni di opportunità politica e per via dell’età già adesso alquanto avanzata (che Biden sia del 1942 fa passare in secondo piano il fatto che se confermato Trump sarebbe in assoluto il più anziano Capo dello Stato USA di sempre avendo al momento del voto un anno in più del Reagan rieletto nel 1984).
Così stando le cose, al momento (e ben sapendo come e quanto le situazioni mutino), i due candidati più accreditati sono il Vice Presidente Mike Pence e l’ex Ambasciatrice all’ONU Nikki Haley.
Hanno entrambi parlato nel primo giorno della Convention di Charlotte debitamente esaltando i quattro anni trumpiani.
Haley, in particolare, occupandosi della politica estera.
Storicamente, i Vice Presidenti repubblicani effettivamente arrivati alla Casa Bianca (esclusi – Trump faccia gli scongiuri – i mortis causa) sono due più uno:
– Richard Nixon e George Herbert Bush, eletti in precedenza come tali
– Gerald Ford, arrivato alla carica in sostituzione del dimissionario Spiro Agnew e pertanto non a seguito di un voto.
Tre precedenti problematici:
Nixon dovette dimettersi, il primo Bush durò un solo quadriennio, Ford fu defenestrato.
Quanto agli Ambasciatori repubblicani poi Presidenti, ancora e soltanto
– George Herbert Bush, a sua volta all’ONU.