Gran donna Albright, ma non poteva (né può) essere Presidente

Madeleine Albright, democratica, studiosa e docente di grandi capacità, agli inizi della carriera vicina quale consigliera per la politica internazionale ad Edmund Muskie, poi membro del National Security Council con Zbigniev Brzezinski, negli anni di Bill Clinton Ambasciatrice degli Stati Uniti all’ONU e in seguito Segretario di Stato (la prima donna a ricoprire l’incarico)…
Un curriculum eccezionale sulla base del quale una sua candidatura alla Presidenza negli anni che l’hanno vista operare con sapienza a quei massimi livelli sarebbe parsa normale…
Normale e invece impossibile, perché Marie Jana Korbelová (questo il suo nome all’anagrafe) è nata a Praga, è in origine cittadina cecoslovacca, è arrivata negli USA nel 1948 e non possiede uno dei tre requisiti dettati e richiesti dalla Costituzione americana per aspirare alla Presidenza: la cittadinanza USA dalla nascita.
Da questo punto di vista, nella medesima situazione di un suo illustre predecessore agli Esteri: il tedesco d’origine Henry Kissinger (1).
Una regola ferrea alla quale, per quanto la Signora Albright si sia grandemente distinta, ha dovuto sottostare.
Chapeau, ovviamente e comunque.

(1) I due, per questa ragione, pur essendo il Segretario di Stato ai primi posti nella Lista di Successione alla Casa Bianca, erano dalla stessa linea personalmente esclusi.