Gerald Ford due volte Vice? Alcune conseguenti articolazioni

Ottenuta la Nomination repubblicana nel 1980 (al terzo tentativo, essendo stato battuto nelle Primarie nel 1968 da Richard Nixon – poi vittorioso a quel novembre – e nel 1976, per davvero pochissimi Delegati, da Gerald Ford – invece in seguito sconfitto da Jimmy Carter), Ronald Reagan, in cerca di un candidato Vice di particolare prestigio dato che la sfida all’Incumbent Carter si prospettava difficile (come poi non sarà affatto), chiese all’ex presidente Gerald Ford (nel predetto 1976 defenestrato) di entrare a far parte del ticket che lo vedeva in primo piano.
La trattativa non andò in porto ma va ricordata perché per la prima ed unica volta un già inquilino di White House veniva preso in considerazione per la carica vicaria.
Ove fosse andata a buon fine e il duo avesse vinto, l’uomo di Omaha (sterminato l’elenco dei nati nella città del Nebraska di grande rilievo nei più svariati campi) sarebbe tornato ad occupare, in quella circostanza eletto, la poltrona alla quale era stato nominato da Nixon dopo le dimissioni di Spiro Agnew.
Nomina che poi (9 agosto 1974) lo aveva condotto – costretto al ritiro dallo scandalo Watergate lo stesso Nixon – alla guida dell’esecutivo.
Unico (la caratteristica del solo Capo dello Stato USA che si sia illustrato da giovane quale grande uomo di sport è l’unicità) ad arrivare alla Executive (alla quale non aveva mai aspirato) senza passare per il vaglio elettorale per di più poi sconfitto quando ripropostosi a fine mandato.
Non considerato memorabile ed anzi bersagliato dai media, è il Desso invece grandemente celebrato – per le particolari doti morali ma non solo – da Henry Kissinger che gli fu accanto come Segretario di Stato.
A ben guardare, uno degli invero non molto numerosi buoni Presidenti che la narrazione denigra ingiustamente.
Non che lo si possa paragonare su questa mala piega al grandissimo Lyndon Johnson, una vera benedizione per gli Stati Uniti quanto alla politica interna, sociale e ai diritti delle minoranze, succeduto al pericoloso (così definito da chi bene lo conosceva) parolaio (lo disse e scrisse Martin Luther King) John Kennedy.
È contro la falsa e faziosa narrazione che occorre costantemente combattere illustrando i fatti.