È all’Associated Press che tocca assegnare gli Stati?

6 novembre, venerdì.
Praticamente tre giorni fa gli Stati Uniti hanno votato e per via della sostanziale inadeguatezza del sistema (siamo nel 2020 ed è decisamente grave non avere dopo tante ore contezza dei risultati quando soprattutto del voto postale e anticipato tanto imponente si sapeva da tempo e tempo) non sappiamo chi abbia vinto se non attraverso sussurri e contestatissime anticipazioni.
I media – che l’hanno fatta per mesi e mesi da padroni commissionando, indirizzando, manipolando in ogni modo i sondaggi, sembrano essersi impadroniti della vicenda al punto da spadroneggiare.
Lo si vede se, alla ricerca sul web di dati in merito allo spoglio in corso (che viene fermato e ripreso a orologeria), ci si imbatte, vicino al nome di ogni singolo Stato, della voce
“The Asociated Press non ha” (oppure, “ha”) indicato il vincitore”.
Spetta davvero all’Associated Press questo compito?
A una Agenzia di stampa?
Da rabbrividire!