Differenze comportamentali tra i Giudici della Corte Suprema

Non è un caso.
È una costante.
Nei loro giudizi i membri della Corte Suprema di estrazione democratica (nominati quindi da un Presidente appartenente al partito dell’Asino) votano compattamente rispettando posizioni politicamente corrette e liberal.
Che questo comportamento sia definito positivamente o meno dipende dai punti di vista.
Di contro, gli ‘associati’ e i ‘Chief’ di provenienza repubblicana capita che a proposito delle diverse questioni si dividano seguendo ciascuno non tanto le volontà politiche di parte quanto le proprie idee, in primo luogo i convincimenti giuridici.
Così da non poco tempo (se non da sempre) dimostrandosi quel tipo di conservatori che un tempo si sarebbero definiti ‘illuminati’.
Per fare solo un esempio, per lunghissimi anni (fu scelto da Ronald Reagan nel 1988 e rimase in carica fino al 2018!) Anthony Kennedy è stato ‘l’ago della bilancia’ della Corte prendendo non poche volte parte saliente e decisiva (cinque a quattro l’esito del voto interno) nella discussione e nelle sentenze in posizione difforme rispetto a quanto l’appartenenza partitica originale poteva e pareva collocarlo.
Venendo all’oggi (e per il momento sospendendo ogni considerazione – troppi pochi i giudizi ai quali ha partecipato – quanto a Neil Gorsuch), come è stato notato con forte contrarietà da frange radicali repubblicane, in ben sette e importanti circostanze, comprese le ultime due per così dire ‘avverse a Trump’, il Presidente della Corte John Roberts ha votato, portando il suffragio decisivo, con i colleghi di differente estrazione.
Due dimostrati differenti comportamenti.
Chi voglia può trarne conclusioni.