Clinton, DeWitt

Allora, lo sapete, non è che essere stati Sindaco di New York porti bene quanto a successive candidature alla Presidenza.
Perfino quanto all’ottenimento della nomination.
L’abbiamo verificato di recente con Rudolph Giuliani.
Lo vediamo oggi seguendo la certamente poco brillante avventura di Bill de Blasio.
Un repubblicano il primo, un democratico il secondo.
A dimostrazione del fatto che non si tratti di una questione partitica.
Unica (e lontana nel tempo) difformità, l’ottimo DeWitt Clinton.
Fra i massimi esponenti Democratico Repubblicani, il Nostro era indubbiamente affezionato alla carica di Major della futura Grande Mela.
Carica che ricoprì tre volte dopo essere stato Senatore e prima di arrivare al Governatorato ad Albany.
Ebbene, nel 1812, opposto al Presidente in carica e in cerca di un secondo mandato, il Padre della Patria e Fondatore James Madison, anch’egli Democratico Repubblicano, sfiorò la vittoria.
Gli sarebbe bastato, infatti, conquistare nella circostanza la Pennsylvania e i suoi venticinque Grandi Elettori per vincere.
Niente da fare, invece.
Da segnalare e sottolineare il fatto, davvero particolare, che nella circostanza fu appoggiato dal Partito Federalista che non aveva proposto un proprio candidato e che per conseguenza viene a volte ricordato erroneamente appunto come federalista.
Fu quel Clinton – nipote di George, a sua volta Vice sia con Jefferson che con Madison e assolutamente non apparentato con Bill – quanto ai destini politici nazionali dei Sindaci nuovaiorchesi, quindi, l’eccezione che conferma la regola.