Apertura trumpiana del finale di partita. Niente ‘remi in barca’

Mercoledì 4 novembre.
Sera.
Donald Trump si dichiara vincitore in Georgia, North Carolina e Pennsylvania.
Afferma che altrettanto farà quanto al Michigan.
Chiede verifiche relativamente al voto del Wisconsin.
Sono le mosse di ‘apertura’ della partita che i due schieramenti (a meno di essere Bobby Fisher – e non se ne vedono in giro – si contende consigliati e sostenuti da un intero staff che ha studiato e che si è certamente preparato ad ogni dopo), si apprestano a giocare per chiudere, col ‘matto’ (che bello!), mettendo altrimenti il contendente in ‘zeitnot’ sperando di costringerlo in confusione, magari all’abbandono, provocando comunque alla fine la caduta della ‘bandierina’, no?
Potrei naturalmente continuare la metafora delle sessantaquattro caselle (per tediare qualcuno o molti, introducendo ‘complicazioni’ alla Michail Tal?).
Stiamo a vedere invece quali le risposte degli Asinelli per meglio comprendere giuridicamente dove si vuole, si pensa di andare e con quali finalità.
Credevo che avrei tirato finalmente i remi in barca dopo il 3 novembre e una campagna elettorale partita tra i democratici addirittura a fine dicembre 2018 (Elizabeth Warren dichiarò allora che stava esaminando la ‘situazione nomination’ del suo partito).
Per carità.
Non è così affatto.
Ho la schiena quasi spezzata e le cosce percorse e percosse (mi compiaccio?).
I remi restano in acqua.
E chissà cosa ci aspetta.