270 a 268? Implicazioni e articolazioni.

5 novembre 2020, ore 6 italiane.
Associated Press ha da poco proposto la sua tabella quanto al voto dell’altro ieri.
Joe Biden conta su 264 Grandi Elettori certi e sulla assai probabile assegnazione dei 6 che spettano al Nevada (pare che colaggiù il vantaggio del democratico sia di all’incirca ottomila preferenze, un nulla percentualmente rispetto alla consistenza del voto popolare a livello nazionale espresso).
Donald Trump su 214 ai quali possono sommersi quelli della Pennsylvania, della Georgia e del North Carolina per un totale di 268.
Una delle più contese assegnazioni della Casa Bianca di tutti i tempi, ovviamente.
(Per inciso, un risultato del genere potrebbe essere occasione per lasciare in qualche modo in bellezza, ma chissà).
Peraltro, un esito che esporrebbe a un rischio (divertente?).
Se in sede di voto del Collegio uno dei Grandi Elettori di Biden vota Trump si va 269 pari e la competenza (come nel 1824 per altra ragione) passa alla Camera laddove si vota per delegazione e tornano a contare i singoli Stati che, per definizione “aventi pari dignità”, sono appunto alla pari ‘pesando’ uno a prescindere da ogni considerazione sul numero degli abitanti, dei Congressisti e dei componenti del Collegio.
Diviene Presidente in tal modo il candidato che ottiene il suffragio della maggior parte delle delegazioni.
La nomina sarebbe opera della Camera eletta il 3 scorso che entra in carica dal 3 gennaio 2021.
Per dare una indicazione, se dovesse esprimersi quella attuale, vincerebbe Trump 26 a 24.
Vedremo.