1788/89: le prime elezioni presidenziali

Dieci gli Stati chiamati alle urne dal 15 dicembre 1788 al 10 gennaio 1789 per le elezioni del primo Capo dello Stato USA.
Dieci e non tredici perché a quel mentre il North Carolina e il Rhode Island non avevano ancora ratificato la Carta Costituzionale e il New York non aveva scelto in tempo i propri Grandi Elettori.
Dieci gli Stati e sessantanove i voti elettorali.
Poco meno di quarantaquattromila i votanti.
Eletto alla unanimità il Padre della Patria George Washington, indipendente e sostenuto da tutti i movimenti politici.
Vice uno dei leader del Partito Federalista, John Adams.
Non che fosse stato facile convincere Washington ad assumere un impegno che giustamente riteneva gravoso ma che infine proprio per questo accettò di sostenere.
È questa l’unica volta nella quale si votò anche in un anno dispari.
Il Capo dello Stato si insediò il 30 aprile 1789 a New York due mesi dopo l’inizio dei lavori da parte del Congresso.
Da notare che larga parte del Discorso Inaugurale pronunciato dal Presidente era in effetti stato scritto da James Madison così come, d’altronde, quasi tutto quello in forma di replica del Congresso.
Il Senato risultò formato da venti laticlavi (due per Stato) divisi in tre classi di all’incirca pari numero.
La prima classe scadeva dopo due anni e sarebbe stata rinnovata nel 1790.
La seconda dopo quattro.
La terza dopo sei.
Dopo ancora a seguire essendo comunque il mandato senatoriale pari a sei anni.
La Camera dei Rappresentanti – il cui impegno era biennale – risultò composta da cinquantanove membri.
Cinque Stati scelsero di votare nel dicembre 1788.
Sei (si aggiungeva il New York, escluso solo dalla scelta dei Grandi Elettori) a gennaio 1789.
Fu questo il più corto, temporalmente parlando, dei mandati presidenziali visto che terminò il 3 marzo del 1793.